Villa Sylos - La contessa, Bitonto - Puglia In-Difesa

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Villa Sylos - La contessa, Bitonto

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Torre di Cesare - Villa Sylos (detta La Contessa)
Comune di Bitonto

ROSSELLA CAGGIANELLI

Il complesso, noto come "La Contessa", è situato in un lotto di terreno di oltre 5000 mq nel territorio di Bitonto, in località Torre di Cesare ed è di proprietà demaniale.
Immerso in un giardino con alberi secolari, è costituito da: una torre di avvistamento a cui è stato addossato un portico ad una campata, un portale di accesso da cui parte un selciato che conduce al fabbricato principale, la Villa Sylos e la piccola chiesa di S. Tommaso.
La costruzione del complesso rustico di Torre di Cesare si articola in diverse fasi a partire dal XV sec, sino a giungere al XX sec., con un'integrazione ad opera dell' Ing. Luigi Sylos, motivo per il quale si attribuisce al bene l'ulteriore denominazione di Villa Sylos.
Nella seconda metà del XX sec. il complesso risulta bene a disposizione del Ministero di Grazia e Giustizia che lo utilizza come Casa di Rieducazione e, dopo interventi di rifunzionalizzazione, il complesso diventa bene demaniale nel 1975. Il complesso è in stato di abbandono dal 1978 e si presenta in notevole stato di degrado, con architravi e stipiti danneggiati, impianti divelti, apparato decorativo ed infissi asportati.

Il primo nucleo de "La Contessa" è rappresentato dalla Torre Alitti, una torre di avvistamento risalente al XV secolo, posta all' ingresso del complesso: la torre, a pianta rettangolare, realizzata in conci di pietra calcarea irregolari, si sviluppa su più livelli ed è coperta da un tetto a doppia falda rivestito di chiancarelle.
A questa struttura di vedetta viene addossato successivamente un portico ad una campata coperta da volta a crociera; esso è caratterizzato da un tessitura muraria in conci abbastanza regolari di pietra calcarea e si sviluppa su un unico livello.
L'accesso alla villa è segnato da un portale di ingresso: la struttura presenta un arco che immette in un piccolo passaggio coperto da volta a botte ribassata; dal lato interno del portale si possono ancora notare i cardini in pietra di un perduto portone d'ingresso; particolare risulta la presenza di un selciato che conduce dal portale di ingresso al vano di accesso della villa.
La villa, risultato di addizioni nel corso dei secoli, nella configurazione attuale ha una pianta a forma di L ed è costituita da diversi ambienti; il fabbricato presenta un paramento murario a faccia vista e si articola su un solo livello, ad esclusione del volume giustapposto sul lato sud-est che appare invece costituito da due livelli. L'edificio, costituito da diversi vani coperti sia da volte a botte con teste di padiglione, sia da volte a crociera, sia da solai piani con travi metalliche e bubbole in terracotta, presenta un coronamento costituito da una serie di dentelli, concluso superiormente da una gola diritta.

Il prospetto nord-ovest della villa presenta una piccola finestra ricavata nell'angolo a sinistra e una serie di tre finestre più grandi; il vano di ingresso presenta una modanatura lapidea lungo stipiti e architrave e lo stemma della famiglia Sylos-Labini, recante una croce e tre conchiglie in bassorilievo.

Il prospetto nord-est presenta a sinistra una finestra e a destra un'apertura, entrambe caratterizzate dalle stesse modanature riscontrate sul lato nord-ovest; il vano d'ingresso, oltre a riportare lo stesso stemma è arricchito da una iscrizione al di sotto della cornice che così recita: "MATHILDIS SILOS LABINA / REST. ANNO DOMINI MCMXXVIII"; ciò ci consente di collocare temporalmente l'intervento effettuato dall'Ing. Luigi Sylos Labini che realizza questi ambienti coperti con solaio piano.
Il prospetto sud-est presenta tre grandi aperture da cui sono stati asportati gli elementi decorativi di stipiti e architrave ed una finestra più piccola. Ortogonalmente a questo corpo di fabbrica e accostato ad esso si sviluppa un edificio costituito da due ambienti e un disimpegno su un unico livello: ad esso è addossato un portico, sicuramente di epoca successiva rispetto al resto della struttura, che si articola in cinque campate con copertura piana sorretta da pilastri in muratura.
Il prospetto sud-ovest presenta anche un corpo aggettante, sicuramente di epoca posteriore al resto del complesso, che si sviluppa su più livelli e presenta orizzontamenti presumibilmente in laterocemento.
A completamento del complesso si segnala la presenza della cappella rurale di San Tommaso: essa si colloca alla fine del viale in asse con la torre di vedetta ed è costituita da un unico ambiente di pianta pressocchè quadrata coperto da una volta a crociera; risultano assenti tutti gli apparati decorativi, sia interni, come l'altare di cui resta solo la predella, che esterni, di cui rimane traccia di alloggiamento per un ipotetico stemma o epigrafe al di sopra del portale d'ingresso.

Fonti bibliografiche:

-   A. Castellano, Guida e Stradario della Città, Bitonto, 1981, pagg. 54-55
-   S. Milillo, La Chiesa e le chiese di Bitonto, Bitonto, 2001, pagg. 217-218
-   A. Amendolagine, La battaglia di Bitonto del 25 maggio 1734- Memoria inedita dell'Abate Giovanni Battista Dello Jacono, Bitonto, 1934, pag. 19
-   L. Sylos, Bitonto nella storia, vol. II, Bitonto 1983, pag. 206
-   L Sylos, Memorie in Bitonto nella storia, Studio K, 1983, pagg. 205-206
-   C.Sylos, Biografia dell' Ing. Luigi Sylos, Bitonto, 1984, pag. 31
-   Biblioteca comunale di Bitonto, Catasto onciario 1728, MS A7, vol. I, n° ord. 4122


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