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Torretta medievale a Bari

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Una Torretta Medievale nel borgo antico di Bari

MAURIZIO TRIGGIANI


L'edificio che oggi sorge all'angolo di Vico Gironda e Strada Torretta, nei pressi del complesso di S. Teresa dei Maschi sede del Dipartimento di Studi Classici e Cristiani dell'Università degli Studi di Bari, rappresenta una delle testimonianze sopravvissute di un modello di abitazione civile medievale. Quello che ancor  oggi è possibile osservare farebbe pensare ad una casa/torre come quelle che ancora sopravvivono nel più antico tessuto urbano del borgo in via Martinez e nei pressi della Cattedrale (isolato 49). Tuttavia la particolare struttura di questo edificio, l'impianto possente e meno snello rispetto alla casa torre dell'Isolato 49, l'assenza di un porticato inferiore che costituisce un elemento caratteristico di tali edifici, potrebbe far pensare ad altre soluzioni aprendo nuovamente una finestra sul tessuto urbano della Bari medievale.
Va considerata innanzitutto l'ubicazione di questo edificio nell'ambito delle ricostruzioni del borgo in età medievale.
Ubicata non distante dal complesso monastico di S. Benedetto, la Torre qui presa in esame dominava l'antica via publica per Ceglie, "controllando" questo importante asse di collegamento della città e del suo porto con gli insediamenti rurali all'interno (nota ricordiamo che questa strada collegava Carbonara, Ceglie Valenzano, passando per quell'Ognissanti di Cuti importante priorato benedettino). Via che inoltrandosi nel borgo antico attraversava il quartiere di "Pietramala" per poi giungere nella platea magna di S. Nicola. L'edificio "a torre" qui considerato era ubicato, dunque, in un punto di grande importanza nel tessuto urbano della città: su una delle sue principali strade che la collegavano con i centri dell'interno, a ridosso del quartiere di Pietramala dove risiedavano giudici e notai (nota dalla conquista normanna al ducato sforzesco in Storia di Bari), vicino al complesso monastico di S. Benedetto che svolgeva anche un controllo sulle vie che andavano per Ceglie e per Brindisi, non distante, inoltre, dal quartiere ebraico della Giudecca ubicato alle spalle dell'episcopio.
Nelle ricostruzioni della cinta muraria del borgo medievale la zona all'interno della quale sorgeva la Torre venne compresa entro il perimetro delle mura almeno in età angioina (Storia di Bari), quando l'espansione della città a sud-est fu completa; così sull'antica via per Ceglie fu aperta Porta S. Barbara e in quella zona venne realizzata la Dogana completando quello spostamento dei poli della vita cittadina da nord-ovest - dove sorgevano il Castello, la Cattedrale e S. Nicola - verso la parte sud orientale, ossia Piazza Mercantile "ponendo le premesse di un capovolgimento del fronte urbanistico, che a Edrisi era apparso 'in fondo ad un golfo', cioè l'ampia ansa naturale dell'attuale 'porto nuovo'"(nota Storia di Bari, p. 92). Si parla in ogni caso di periodo angioino, quindi del maturo Duecento, anche se alcune indagini sul tessuto urbano di Bari fra XII e XIII secolo rilevano una cerchia muraria che partendo dalla chiesa di S. Nicola dei Greci "supra portam veterem" - nei pressi del castello - si sviluppava sulle attuali strade Arco Alto, S. Sebastiano, Tresca Vecchia, Angiola, della Torretta sino a Vico Gironda (nota Porsia-Petrignani): sempre lasciando fuori dal perimetro murario il complesso monastico di S. Benedetto.
Molti sono i dubbi che riguardano lo sviluppo della cinta urbana della città di Bari anche perché davvero esigui sono i documenti che attestino con precisione l'evoluzione degli impianti di difesa e della mura di cinta della città. Tuttavia, se si considera come ancora nel XII e XIII secolo molte fondazioni monastiche ed ecclesiastiche fossero ubicate fuori dalle mura cittadine (come accade per le chiese di SS. Simeone e Giuda - attuale S. Domenico -, S. Matteo, S. Bartolomeo, S.Felice, il monastero di S. Benedetto e la chiesa di S. Pelagia ), si può presumere che il perimetro murario non comprendesse l'intero nucleo urbano che, peraltro, doveva essere caratterizzato da complessi edilizi con più case e consistenti spazi di terra da coltivare. Tant'è che ancora in età angioina "Bari è una città dallo sviluppo contraddittorio e ineguale, in cui sempre in bilico coesistono stasi e incremento edilizio, caratteristiche dell'agrotown, l'insediamento profondamente ruralizzato, ed elementi distintivi della città commerciale proiettata sul mare" (Storia di Bari pp.132-133).
In conclusione la Torre da noi presa in esame sorgeva fuori dal contesto murario cittadino che, con ogni probabilità, correva, sino al XIII secolo, poco distante dall'edificio sulla stessa Strada Torretta, e ne venne inglobata soltanto con le definitive espansioni a sud-est realizzate nel tardo Duecento in piena età angioina.
Inserita nel contesto urbano medievale la Torre, che attualmente si affaccia su strada Torretta, ha impianto quadrangolare e si innalza su tre livelli, rivelando un carattere strutturale solido snellito dalla presenza di monofore ad arco lunato caratteristiche degli edifici di età medievale. Queste oggi sono ancora visibili, sebbene alcune di esse siano murate ed altre parzialmente tompagnate, sui lati nord, est e ovest, mentre il prospetto meridionale è stato occultato da altri edifici che vi si sono addossati. Attualmente l'edificio sorge tra due importanti palazzi, Palazzo Gironda e a sud Palazzo Diana, ma tale assetto è frutto di interventi costruttivi successivi. Infatti Palazzo Gironda che sorge nei pressi della Torre mostra caratteri diversi, sebbene riconducibili al Medioevo, come si evince osservando la bifora superstite caratterizzata dagli archetti trilobi databili ad un'età posteriore e che trova un immediato termine di confronto con l'altra bifora presente in via Coridoni non molto distante dalla zona qui presa in esame.
Alla luce di queste preliminari osservazioni si può dedurre che la Torre fosse stata realizzata tra XII e XIII secolo rivelando caratteristiche attinenti ad altre case/torri ancora superstiti: come quella ubicata alle spalle della Cattedrale e nota come Isolato 49, o quella ancora visibile in Strada Martinez, o la casa Torre medievale che in seguito fu inglobata nel complesso monastico dell'Annunziata vicino alla Muraglia nei pressi di S. Scolastica.
Elementi caratterizzanti sono sicuramente le monofore ad arco lunato che rivelano aspetti caratteristici soprattutto se vengono considerati i profili dell'arco e le stesse dimensioni delle aperture. Nell'edificio in Strada Torretta si può riscontrare un profilo marcato delle monofore che restituiscono un aspetto massiccio di queste aperture suggerito anche dal rilievo dell'arco lunato ottenuto con la disposizione di larghi conci disposti in modo radiale secondo le consuetudini. Un aspetto molto diverso rispetto, ad esempio, alle monofore presenti sulla facciata della chiesa di S. Marco, dell'XI secolo, che offrono un impatto molto meno imponente denunciando un'esecuzione precedente. Riscontri e comparazioni possono essere fatti con la casa/torre dell'isolato 49, ma soprattutto con le tracce di alcune aperture e monofore che ancora è possibile osservare proprio negli edifici ristrutturati del complesso di S. Teresa dei Maschi dove ha sede il Dipartimento di Studi Classici e Cristiani. Qui, lungo il prospetto settentrionale che si affaccia sulla piazzetta di S. Teresa, si può osservare un'apertura, oggi murata, che apparteneva ad una fase medievale di questo edificio, così come all'interno del complesso riaffiorano dall'intonaco dei lavori più recenti, episodi murari e archi lunati che possono essere assimilati alle monofore presenti sulla Torre di strada Torretta. Dunque una continuità che potrebbe rivelare una edificazione dell'intera zona riferibile ad una fase duecentesca, in un momento durante il quale questi luoghi non erano ancora ubicati all'interno della cinta muraria cittadina, ma appartenevano in ogni caso al tessuto urbano di Bari perché posti lungo l'importante via publica per Ceglie e non distanti dal complesso monastico di S. Benedetto.

Rimane un ultimo punto da approfondire: si può parlare in questo caso di casa/torre o tale edificio deve essere connotato secondo altre tipologie dell'edilizia civile medievale?
L'aspetto delle case medievali, riportate in alcuni documenti, descrivono un modello di edilizia civile che si afferma sin dall'XI secolo e, scartando le diversità di alcune soluzioni secondarie come, appunto, le monofore, rimangono costanti sino al XIII secolo.
Secondo le ricostruzioni desunte da G. Musca dai documenti medievali, le case si articolavano in complessi edilizi che comprendevano più abitazioni e si articolavano intorno ad una corte interna. Le cosiddette casae orreatae si presentavano con il prospetto settentrionale che si affacciava sulla via principale, mentre l'ingresso vero e proprio era sistemato a sud, all'interno delle corti. In questo senso sono ancora presenti nel borgo antico alcune di queste "unità immobiliari" (Apolloni Ghetti) alcune delle quali rivelano caratteri medievali come per Corte Garritta o Corte Zeuli. La presenza di Torri all'interno di tali complessi è attestata già dall'Anonimo Barese che nel XII secolo accenna a questo tipo di edifici che si alzavano su diversi piani e "appaiono come roccaforti delle famiglie più potenti, torri che vengono espugnate con lunghe scale di legno e abbattute totalmente o parzialmente, torri che spesso sono molto vicine tra loro: ci viene così restituita una singolare immagine fisica di Bariā€¦" (nota Storia di Bari. P.51)
Dunque le torri fanno parte di complessi edilizi e la loro funzione, all'interno di tali aggregati, è quella di denunciare la potenza delle famiglie, ma anche e soprattutto, diventano strumenti di difesa e offesa. D'altra parte se si considera come il perimetro della cinta muraria della città, almeno sino all'età angioina, non comprendesse l'intero nucleo di abitazioni, si può ben supporre l'importanza che questo tipo di edifici svolgessero nel Medioevo.
Una città ricca di Torri delle quali ne sono sopravvissute poche dal momento che spesso i sovrani, a cominciare da Ruggero II fino a Federico II, ne ordinavano l'abbattimento o le facevano "cimare", cioè abbassare, per affermare il loro potere nei confronti delle più importanti famiglie cittadine.
Purtroppo per la Torre ubicata in strada Torretta sono pressocché scomparsi i contesti edilizi dei quali essa doveva far parte anche se è facile ipotizzare un modello molto vicino a quello descritto con un aggregato di case disposte intorno ad una corte e dominate da una torre di difesa.
Rimane soltanto una piccola traccia, poco distante dalla torre sempre su strada Torretta, di un passaggio stretto e ricavato tra due complessi. La presenza di tali passaggi, attraverso le mura di cinta, ma anche tra le "cortine" delle abitazioni civili rappresentavano un elemento costante per l'edilizia urbana medievale. La particolare diffusione delle cosiddette "cortine", schiere di edifici che costeggiavano le arterie cittadine principali, rappresenta un altro elemento degno di nota e comunque rilevabile nei pressi della Torre qui analizzata. Le cortine, ancora ravvisabili lungo strada Palazzo di Città, strada Ruggero il Normanno, rappresentavano un  prospetto usuale per le antiche case del borgo, probabilmente quanto rimaneva dell'assetto urbano più antico. Le ristrutturazioni urbanistiche ottocentesche con l'abbattimento delle mura cittadine (1819) hanno profondamente alterato i contesti del borgo antico di Bari, lasciando riaffiorare qua e là strutture, elementi architettonici che riaprono le analisi sul tessuto urbano medievale della città. Tuttavia le scarsissime notizie ricavabili dai documenti e gli interventi più recenti rendono assai problematica la restituzione puntuale di questa architettura civile medievale, che proprio perché destinata all'uso comune ha richiamato minore attenzione sia da parte dei documenti più antichi, che dagli interventi, spesso distruttivi, più recenti.
In ogni caso per quel che riguarda la Torre su Strada Torretta si può affermare che essa sorgesse all'interno di un agglomerato di edifici destinati ad abitazioni e distribuiti intorno ad una corte, che fosse posta a guardia dell'importante strada che portava a Ceglie e che, probabilmente, sorse nel Duecento fuori dal perimetro delle mura cittadine, all'interno delle quali venne inglobata sul finire del secolo, in età angioina.
Attualmente la Torretta è di proprietà del demanio affidata in comodato d'uso al Dipartimento di Studi Classi e Cristiani dell'Università degli Studi di Bari. A parte alcuni interventi di manutenzione minima che hanno consentito di illuminare gli interni e di liberarli dal guano dei piccioni non è stato possibile realizzare altro per due motivi: il primo è di ordine economico, la solita mancanza dei fondi necessari per poter realizzare veri e propri interventi di restauro; il secondo, invece riguarda le proprietà. Dell'antico edificio soltanto una parte è stata acquisita dal demanio mentre un'altra area ben più consistente rimane di proprietà privata e sembra sia impossibile acquisirla per poter osservare l'intero impianto originario, così come invece si vede dalla foto storica scattata negli anni '70.

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