Segnalazioni maggio 2012 - Puglia In-Difesa

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Segnalazioni maggio 2012

BARI: IL NUOVO PONTE DELL’ASSE NORD-SUD E LE ANTICHE VIE SUBURBANE
Segnalazione di Mariella Cioce
foto di Francesco Cavaliere

Bari. Una città che stenta a riconoscere i suoi “tesori nascosti” e con essi le sue radici, radici che hanno permesso a questa città di diventare capoluogo regionale, sede di uno dei porti più attivi dell’Adriatico, di antichissima origine. Abbiamo usato la definizione di “tesori nascosti” perchè da un paio d’anni assistiamo al progressivo e inesorabile occultamento, a mano a mano che le grandi opere pubbliche procedono nel cuore dell’hinterland barese, di quei percorsi viari che anticamente collegavano il porto cittadino con i centri dell’entroterra (Ceglie, Modugno, Bitetto, Bitritto, etc).

Nell’ambito del progetto per la costruzione del ponte dell’Asse Nord-Sud, commissionata dal Comune di Bari, sono infatti sottoposti a rischio di cancellazione definitiva gli ultimi brandelli di opere murarie a secco, in realtà rare testimonianze di interesse storico-architettonico dell’organizzazione del paesaggio agrario giunte sino a noi quasi miracolosamente quali preziosi indicatori dell’esistenza di antichi collegamenti con la rete degli insediamenti ipogei, diffusi nel territorio compreso fra Bari e Modugno.

Un contesto territoriale che appare profondamente segnato tanto dall’intervento dell’uomo nel corso dei secoli, se non dei millenni, quanto dall’incisiva e primordiale azione della natura individuabile nelle lame e nelle diramazioni in bracci occasionali. Oggi il paesaggio delle lame e degli antichi percorsi viari che ne fiancheggiavano le sponde o ne attraversavano l’alveo, dirigendosi verso i casali - ipogei con frantoi e aule di culto  non è più chiaramente percepibile, perchè profondamente trasformato e alterato dall’ espansione edilizia in atto da qualche decennio, un’urbanizzazione sempre più commerciale della periferia che se non può essere degradata deve essere obbligatoriamente produttiva, ma in nessun caso a misura del contesto antropico –ambientale preesistente.

Quel che resta immutabile, al contrario della progressiva condizione di “relitto” dei muri a secco di delimitazione di quei storici collegamenti, in stato di fatiscenza assoluto e/o oggetto di discarica abusive, è la forza evocativa del nome: Strada S.Giorgio martire, agiotoponimo che rinvia direttamente alla chiesa di impianto medievale alla quale conduceva; ma non è l’unico. Parallelamente a detta strada corre Strada S. Caterina che prende il nome dall’omonima masseria ipogea, attualmente inacessibile, in realtà inserita all’interno di una rete di insediamenti sotterranei suburbani, parte integrante del più ampio patrimonio rupestre barese.

Ebbene tutto questo intercetta l’asse Nord-Sud, con i suoi raccordi viabili, le sue rotatorie e i meccanismi indotti che finiranno per annientare il volto originario del luogo; in realtà una vera e proprio “autostrada urbana”  che marcerà inarrestabile verso il suo destino finale: il mare, annientando tutto il resto, tutto ciò che era, che è stato e che non lo sarà mai più.
E’ tutto questo il progresso?


I resti della muratura a secco che delimita strada S. Giorgio Martire

 
 
 

Vedute del cantiere edile che ha intercettato e distrutto parte della muratura a secco

 
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