Segnalazioni febbraio 2013 - Puglia In-Difesa

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Segnalazioni febbraio 2013

Segnalazione Febbraio
Palmento di Palese, abbandonato al suo destino
di Gaetano Macina

Il palmento è per definizione (Devoto-Oli) un  luogo dove si pigiano le uve e per la fermentazione dei mosti . Di questi luoghi non ne esistono molti nella provincia di Bari, tra quelli più famosi, almeno da un punto di vista storico,  dalle nostre parti c’è quello di Bisceglie e quello di Palese. La differenza tra i due, però, è abissale in quanto a tenuta e conservazione. Ambedue sono di proprietà privata, quello di Bisceglie dal 1973 passò in eredità ad una certa  Donna Maria Consiglio che nel 2002 restaurò il palmento, riportandolo all’antico splendore. Quello di Palese fino a qualche anno fa era di proprietà della famiglia Capitaneo ed è stato sempre trascurato ed abbandonato all’incuria,  oggi è ormai un rudere che rischia di crollare da un momento all’altro. Dai Capitaneo la proprietà è passata ad un gruppo di imprese interessata ad una lottizzazione nella zona adiacente con una promessa  che il Palmento sarà salvato e ceduto alla comunità locale.
L’antico palmento di Palese, detto portico di Papapiccolo, situato nelle adiacenze di Piazza Capitaneo a Palese, continua ad essere “violentato” dall’immondizia e dai rifiuti che vergognosamente lo ricoprono  per colpa di gente incivile che lo  scambia per una pubblica discarica. L’unica novità di rilievo, in peggio, è la sua trasformazione in pubblico orinatoio e  chi ci passa da vicino non può non avvertire il pungente puzzo di urina umana che da quel luogo si propaga tutto intorno.
Le innumerevoli denunce  nel tempo di cittadini singoli e di alcune associazioni locali come Polis ed il Centro Studi Tradizioni Palesine ed altre , hanno solo avuto il merito di tenere alto il livello di attenzione sul degrado della struttura. Il vero problema  da risolvere per il Portico di Papapiccolo è la sua conservazione in quanto trattasi di monumento storico-culturale che, insieme a quello di Bisceglie,  è unico nel suo genere da un punto di vista architettonico almeno in Puglia. La sua conservazione, per molti cittadini, deve essere garantita indipendentemente dalla sua proprietà, privata o pubblica che sia. Le attuali leggi obbligano, anche attraverso incentivi statali, i proprietari privati a tutelare i beni culturali. Infatti alcuni decreti sulla tutela dei beni culturali, obbligano i proprietari o possessori di beni culturali alla loro conservazione. Ad esempio, il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il “Codice dei beni culturali e del paesaggio ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” in particolare l’art.12 e l’art.10 comma 4 recitano che tra i beni culturali da salvaguardare vi sono anche  le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell'economia rurale tradizionale, e sotto questo aspetto il palmento di Palese rientra in questi parametri.
Ma di tutto questo pare che non importi a nessuno dalle nostre parti.

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