segnalazione dicembre 2014 - Puglia In-Difesa

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segnalazione dicembre 2014

Castel FIORENTINO
segnalazione di Ciro Panzone

In agro di Torremaggiore, a 9 chilometri a sud della città, sul versante ovest di una collina detta dello Sterparone, si trova il parco archeologico di Fiorentino, antica sede vescovile, sorta su un'importante arteria che da Teanum Apulum conduceva a Luceria.

Note di storia

Conosciuta anticamente come “Ferentum”, la sua origine risale alla civiltà daunia. Ne sono testimonianza le sepolture rinvenute sul banco roccioso (IV sec. a.C.) all’interno della Torre orientale e la grandissima quantità di frammenti di ceramica a vernice nera di stile geometrico e sub geometrico, disseminata sul suo territorio. Per effetto della romanizzazione dell’intera Daunia, Fiorentino sofferse le conseguenze delle guerre sannitiche fino a conoscerne il suo totale declino.
Ai tempi dell’imperatore Giustiniano nel VI sec. d.C., è attestata a Fiorentino una frequentazione altomedievale, di cui si perdono nuovamente le tracce, forse perché abbandonata a seguito delle scorrerie dei Longobardi e delle lotte tra costoro e i Bizantini. Bisogna aspettare l’arrivo del catapano bizantino Basilio Boiohannes per avere di Fiorentino la connotazione urbanistica che oggi conosciamo. Città di frontiera della Puglia settentrionale, venne inserita tra il 1018 e il 1023 in una sistema di fortificazione insieme a Civitate, Dragonara, Troia, Montecorvino, Tertiteri, Melfi, per contenere le mire espansionistiche dei Longobardi e degli imperatori di Germania
Conobbe il massimo splendore con Federico II di Svevia, che morì tra le mura della sua domus nel 1250, confermando la profezia dell’astrologo  Michele Scoto di una morte “sub flore”.
Fiorentino pagò la sua devozione alla Casa di Svevia con la disfatta e la distruzione ad opera delle truppe papaline di Alessandro IV nel 1255. La vita socio-civile della città non si riprese mai più, tanto che nella tassazione focatica dei primi anni del 1300 compare solo per un numero sparuto di famiglie. I suoi abitanti si trasferirono in maggioranza a Torremaggiore, che rappresenta, dunque, la continuazione demica della città “sub flore” rifondata da Bisanzio.

Note di archeologia

Gli scavi archeologici del sito, dal 1982 ad oggi, hanno riportato alla luce la "domus" federiciana con i segni evidenti delle distruzioni e dei rifacimenti di età angioina. Vi ha lavorato un’equipe qualificata proveniente dalla Sorbona di Parigi, dall’Ècole Française di Rome e dall’Università agli Studi di Bari. L’ultima campagna di scavi, effettuata nel 2006 da parte della Soprintendenza ai Beni A.A.A.S. della Puglia, ha approfondito l’indagine nella torre orientale, nell’ambiente della cattedrale, intitolata a S. Michele Arcangelo e che dominava nel settore sud-occidentale della città, ha esplorato, infine, un edificio adibito a forno pubblico.
I numerosi e importanti reperti recuperati, restaurati e catalogati saranno a breve visitabili presso il Museo archeologico, allestito nel Castello ducale di Torremaggiore.

Visite guidate

E’ possibile visitare il parco archeologico di Fiorentino, percorrendo la strada provinciale San Severo-Castelnuovo della Daunia e poi, all’incrocio della s.p. Torremaggiore-Lucera, svoltando a sinistra fino a inerpicarsi sulla collina del sito medievale mediante una stradina ricoperta di  brecciame (E’ sconsigliabile percorrere tale stradina in salita nel periodo invernale o comunque al verificarsi di avverse condizioni atmosferiche).
Per le visite guidate occorre rivolgersi al Centro Attività Culturali “Don Tommaso Leccisotti” che è disponibile ad assicurare il servizio guida nei giorni di sabato e di domenica da maggio ad ottobre. Cel. 389-9285078.


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