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S.paolo a Conversano

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Chiesa rurale di S. Paolo
Comune di Conversano (BA)

Rossella Caggianelli

La chiesa rurale di S. Paolo è situata nell’agro di Conversano, in Contrada Quattrolinari, nei pressi della vecchia strada per Castellana Grotte ed è identificata nel catasto fabbricati con la particella 1983 del foglio 54.
La storia locale, suffragata da notizie riportate da atti notarili dei secc. XV-XVI, attesta la diffusione di edifici religiosi rurali lungo le grandi arterie che attraversavano il territorio conversanese con andamento est-ovest e nord-sud: l’area in cui sorge il manufatto è nota già dal 1474 con il toponimo di contrata sancti Pauli 1. Riferimenti più precisi all’edificio, identificato come chiesa di San Paolo, provengono da alcuni documenti dell’Archivio Diocesano di Conversano, nei quali si attesta che nel 1569 essa era beneficio del Capitolo Cattedrale e nel 1596 vi era l’obbligo, per chi ne possedeva il patronato, di provvedere alla celebrazione di una messa solenne nel giorno in cui si festeggiava il santo cui la chiesa era dedicata.
In tempi recenti la chiesa non è più menzionata in un atto notarile di compravendita del 1935 nel quale si attesta che la signora Lucia Giandomenico, insieme alle sue figlie Maria ed Adelaide Soria, vende la proprietà (citata solo come terriera) ai fratelli Sante, Vito e Don Giuseppe Notarangelo; l’edificio ricompare in atti notarili del 1956 e del 1961, come proprietà dei fratelli Sante e Don Giuseppe Notarangelo.
L’edificio, che si erge quasi incontrastato all’interno di un’area rurale contornata dai caratteristici muretti a secco, presenta una planimetria molto semplice: si tratta di una chiesa rurale ad aula unica di forma rettangolare, con il consueto orientamento est-ovest, disposta su un unico livello ed il suo carattere di spazio sacro è denunciato all’esterno dalla sporgenza dell’abside sul prospetto est. Il manufatto è realizzato interamente in pietra con una tessitura in conci calcarei alquanto regolare e blocchi di maggiori dimensioni che vanno a costituire i cantonali ai quattro spigoli.
La facciata a capanna rivolta ad ovest (con il tetto a doppio spiovente ricoperto da  tegole marsigliesi, che hanno sostituito sicuramente le preesistenti chiancarelle) presenta un portale di accesso con un arco ogivale con una ghiera alquanto irregolare e con due croci latine incise nei conci degli stipiti laterali; il portale è sormontato da un arco in pietra a sesto acuto, con la ghiera aggettante rispetto al piano della facciata e sorretta da due mensole; in sommità si trova una piccola apertura architravata di forma rettangolare.
Il prospetto del lato nord è privo di aperture, mentre quello del lato sud presenta un’ apertura che doveva essere un ingresso secondario, ora parzialmente tompagnata con conci calcarei: questa apertura (che ora si presenta architravata dopo alcuni rimaneggiamenti che ne hanno alterato la probabile morfologia polilobata originaria) presenta blocchi di ragguardevoli dimensioni che ne costituiscono gli stipiti e conserva ancora i cardini in pietra per l’elemento di chiusura. Il prospetto est è caratterizzato dalla presenza di una piccola abside, con la copertura in sottili lastre di pietra (ciò che resta delle chiancarelle) rivestite da uno strato di intonaco ormai fatiscente.
Attraverso l’apertura sul prospetto principale, dove sono ancora presenti i cardini in pietra della perduta porta d’ ingresso, si accede all’interno dell’ unico ambiente della chiesa, coperto da volta a botte a sesto acuto, con i filari dei conci oblunghi disposti a correre nel senso longitudinale; la pavimentazione è assente e la presenza cospicua di paglia sulla terra battuta e sulla roccia affiorante ne suggerisce un utilizzo, forse anche recente, come ricovero per animali. Sulla parete nord si nota la presenza di una piccola nicchia ricavata nello spessore murario, mentre la parete est è occupata dall’ abside definita da un arco a pieno sesto poggiato su piedritti  (su un concio dei quali è incisa una croce latina identica a quelle che si riscontrano sul portale d’accesso) realizzati con conci di pietra di dimensioni più grandi rispetto alla tessitura dei paramenti murari.
Per i caratteri stilistici degli elementi architettonici e della tessitura muraria, oltre che per le note documentarie e storiche, si può ragionevolmente ipotizzare per la chiesa di San Paolo una collocazione temporale compresa tra il XIV ed il XV secolo.
Fonti archivistiche e bibliografia:

Archivio di Stato di Bari.
Archivio Notarile distrettuale di Bari.
Archivio Diocesano di Conversano.
V. L’Abbate, Le chiesette rurali del territorio di Conversano (pag 15)– Note storiche, in Storia e cultura in Terra di Bari, Pubblicazione del Museo Civico, Conversano, 1984, pagg. 15, 39, 62-63.





Note:
(1) : Archivio Diocesano di Conversano, Prot. not. Angelo Manna, 1554-1556, n.13 f. 2: “contrata sancti Pauli iuxta viam qua itur Cupersano Castellanum”.

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