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S. Martino a Trani

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S. Martino a Trani

MAURIZIO TRIGGIANI

All'ombra della più famosa cattedrale romanica, al di sotto dell'attuale piano stradale di oltre due metri, la chiesa di S. Martino a Trani merita grande attenzione. Infatti si tratta di uno degli edifici più antichi della città, probabilmente già esistente intorno al VI secolo anche se la notizia più antica riportata nei documenti risale al  1062. La chiesa nel 1075 doveva far parte dei possedimenti dell'abbazia di S. Maria di Banzi così come è ricordato nel Monasticon Italiae.
La stessa intitolazione della chiesa a S. Martino di Tours induce a ipotizzare una presenza, nella città di Trani, di una popolazione di origine longobarda. Del resto la stessa ubicazione della chiesa, a ridosso dei quartieri medievali dei Ravellesi e della Giudecca, confermerebbe l'idea di un insediamento di ispirazione longobarda della città.
A conferma di un passato assai remoto di questo edificio rimangono importanti testimonianze archeologiche. Alcuni sarcofagi, oggi sistemati nella navatella meridionale ripropongono decorazioni databili intorno al VI secolo, mentre una lastra quadrangolare farebbe addirittura pensare al V secolo.
E' tuttavia l'edificio a confermare le sue antiche origini. Attualmente la chiesa si articola in tre navate divise da pilastri, ma tale sistemazione è frutto di interventi che si sono succeduti in età medievale. Inizialmente l'edificio doveva essere diviso da colonnati e non da pilastri. In seguito, in età altomedievale le colonne vennero sostituite dai pilastri e ancora più tardi le arcate di accesso alla navata centrale chiuse, probabilmente per l'esigenza di sostenere la nuova copertura con volte a crociera ribassate. Anche l'abside ha subito importanti modificazioni sino ad ottenere un cilindro molto più slanciato così come richiedeva il gusto romanico più diffuso.
Tuttavia nella tessitura muraria presente soprattutto nelle navate laterali si rintracciano i caratteri altomedievali della chiesa, che richiamano importanti edifici databili fra VII e X secolo presenti nella stessa città di Trani, si pensi all'ipogeo di S. Leucio e ad alcuni tratti murari della chiesa di S. Maria nella stessa Cattedrale, o in alcune chiese pugliesi di origine longobarda (come a Monte S. Angelo) o altomedievale come il Succorpo della Cattedrale di Bari. Tali elementi si distinguono per l'utilizzo di conci calcarei parzialmente lavorati e disposti in modo irregolare, anche se mantengono la divisione a filari. Inoltre in prossimità delle arcate le pietre vengono disposte di taglio secondo una modalità esecutiva vicina alle costruzioni di età longobarda e carolingia diffuse in tutto il territorio nazionale.
La chiesa di S. Martino, tuttavia mostra ampi rifacimenti soprattutto lungo la navata meridionale e impone importanti riflessioni sulle sue origini. Non soltanto i sarcofagi e le lastre ritrovate, ma anche un grande capitello rovesciato, attualmente impiegato a far da supporto ad un pilastro della navata centrale, che rimanda ad un gusto paleocristiano e denota un intaglio di pregevole fattura.
Insomma la piccola e nascosta chiesa di S. Martino a Trani costituisce una preziosa testimonianza della diocesi e della città tranese sin dal V-VI secolo ed il fatto che oggi sia stata risistemata e riaperta al pubblico (solo su prenotazione) dopo molti anni di restauri ed indagini archeologiche non può che rappresentare un ulteriore contributo di conoscenza per la storia e l'arte di questa città.


Rif Bibl. Gioia Bertelli, Puglia Preromanica, Jaca Book 2004, pp. 237-240


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