Contrada Misciano - Puglia In-Difesa

Vai ai contenuti

Menu principale:

Contrada Misciano

Articoli
 

La contrada Misciano
a cura di Vito Ricci e Sergio Chiaffarata

Al confine con la lama Balice si trova un’area molto interessante dal punto di vista storico-archeologico, si tratta della contrada modugnese denominata Misciano o Musciano.  Essa prende il nome da una depressione alluvionale nota come lama di Misciano che ci trova nel punto di confluenza con la lama di Macina (il tratto della lama del Tiflis che sfiora a Sud il centro abitato di Bitonto) e subito prima dell’inizio della lama Balice. È un territorio posto a circa 5 km a Nord-ovest di Modugno, delimitato a Nord dalla lama Balice, ad Est dalla S.P. Modugno-Palese, a Sud dal percorso dell’autostrada A14 e ad Ovest dal confine con il territorio di Bitonto. L’area di Misciano fa parte della zona industriale di Bari nel Comune di Modugno e una parte di questa contrada è sottoposta a vincolo archeologico. La contrada è caratterizzata dalla presenza di tracce del mondo rurale con palmenti, trappeti, torri, ma anche resti di strade e di centuriazione romana (cosiddetti Termini), edicole confinarie del XVI secolo (cippo di S. Andrea), ipogei, resti archeologici di epoca altomedievale. La contrada di Misciano era attraversata dalla via Traiana che si può ancora rintracciare in alcune strade vicinali, individuabili sulla carta I.G.M., ove sono presenti dei resti di tratti di basolato  forse dell’antica strada romana, alcuni dei quali scoperti nel corso di una ricerca condotta nella primavera del 2001. L’origine del toponimo Misciano (Musciano) è quasi sicuramente di epoca romana, rimandando ad un prediale di quell’epoca che lascerebbe supporre l’esistenza di un qualche insediamento, forse un fundus, un vicus o addirittura di una villa, tale supposizione troverebbe un forte sostegno dato dalla vicinanza all’importante arteria della via Traiana. Sui fianchi della lama sono state individuate due cavità artificiali ricavate nel banco calcarenitico. Si tratta di due ipogei della tipologia a due vani a pianta ellittica, accessibili tramite un dromos il primo e da un arco semi-ostruito da detriti il secondo. Al tardo Medioevo risalirebbe il trappeto di Montepeloso o “dell’olio rosso”: si tratta di un frantoio in pietra dura, pressoché intatto, inquadrabile da un punto di vista architettonico come uno dei tipici impianti per la produzione di olio presenti nel nord barese (XIV-XV secolo). Sempre a Nord dell’area archeologica si può vedere Torre Bella Mora, costruzione antica di epoca medievale rimaneggiata nei secoli successivi. Nel marzo del 1994 una segnalazione fatta dalla sede di Modugno dell’Archeoclub d’Italia alla Soprintendenza archeologica fece avviare nel mese di maggio del medesimo anno alcune brevi campagne di scavo in una piccola area della contrada che portò alla luce un sepolcreto altomedievale e i resti dell’abside di una chiesa.

Torna ai contenuti | Torna al menu