Civiltà rupestre a Statte - Puglia In-Difesa

Vai ai contenuti

Menu principale:

Civiltà rupestre a Statte

Articoli

La civiltà rupestre di Statte (Taranto)
di Loredana Simeone Adriana Pennetta

Cripta Rupestre di Sant’ Onofrio

La Cripta Rupestre di S. Onofrio si trova nel ramo centrale della gravina di Mazzaracchio. Lungo questa gravina è ancora apprezzabile l’ abitazione di ambienti e di accessori in rupe, segno del più antico popolamento.
Sant’Onofrio è  una cappella trapezoidale, a pianta inversa, con ingresso e abside sullo stesso lato e con un  subsellium che circonda le pareti nord, ovest, e sud. È divisa in due parti da due archi e da un mutilo pilastro centrale. All’interno  si conservano alcuni affreschi che rappresentano le figure olosome di Santa Caterina, Santa Marina, San Giacomo, San Nicola, e Sant Onofrio.
Sono evidenti intorno all’ipogeo i resti di murature utilizzate come recinti. Accanto la porta di ingresso si nota una piccola finestrella ottenuta dallo sfondamento dell'abside.
In questa zona è stata rilevata la presenza di una pre-fase rupestre. I locali visibili adiacenti alla cripta, attualmente, sono soltanto rupestri, ma l’enorme quantità di materiali da costruzione sparsi sul terreno fa ipotizzare l’esistenza di strutture subdiali ora crollate. Il recinto in muratura presente vicino la cripta, fa ipotizzare che un tempo potesse essere stato utilizzato come ovile. Possiamo proporre come data di scavo l’XI sec., mentre l'arredo pittorico che si conserva nella cripta è datato complessivamente  al XIII sec. circa.
San Leone Papa, a sinistra, e Sant’ Eustachio. Il primo è rappresentato in abito episcopale , con la mano destra benedice, con la sinistra  regge un libro chiuso; il secondo è raffigurato a cavallo.
Nella parete ovest dell'aula si riconoscono  partendo da sinistra: S. Caterina, S. Marina, S. Giacomo, S. Nicola, Vergine Odegitria,
Per quanto riguarda l’arredo pittorico, il  Sant’ Onofrio a Todisco è una delle poche chiese rupestri del Tarantino a presentare le pareti coperte da affreschi senza praticamente soluzione di continuità. A Statte nel Sant’Onofrio le iscrizioni sono tutte in Greco. Le singole figure  sono giustapposte l’una all’altra senza che lo spazio sia pausato da colonnine o anche, semplicemente, da  cornici lineari.

Cripta rupestre di S. Giuliano o S. Cipriano.

Nella vallata del Triglio si può ammirare la cripta rupestre di San Giuliano o San Cipriano databile intorno al IX-XIII sec. d.C. è una chiesa rupestre ad invaso irregolare, divisa in due navate da due pilastri massicci collegati alle pareti mediante arcate ribassate, con un vano a destra dell’ingresso con nicchia absidata. A sud è si ritrova un parecclesio funerario con pannello rettangolare su cui insiste l’ affresco di San Giuliano, altri lembi di affresco individuano sulle pareti dei pilastri un dittico con San Marina è una Vergine con bambino, un dittico con San Pietro, San Cipriano e San Nicola. Gli affreschi sono databili intorno al XIII-XIV Sec. d. C.
Questa cripta è testimonianza della presenza basiliana nel territorio, l’accesso alla chiesa rupestre è un’apertura quadrata con un arco accennato, l’interno è irregolare, c’è un primo ambiente sub-rettangolare con due pilastri centrali che definiscono tre altri ambienti. Si apre poi un altro vano quadrato con funzione sepolcrale. Qui, c’ è una tomba sulla cui parete è presente l’affresco di San Giuliano con un’ iscrizione esegetica in latino e la dedicazione della chiesetta in memoria di Iaquintus.
L’ingresso della cripta non è evidenziato da nessun elemento architettonico.
Al centro sul fondo c’ è la nicchia con tracce di altare e a sinistra i resti del dittico con Santa Marina e la Vergine con il Bambino.
Nella chiesa rupestre di San Giuliano è possibile notare il ciclo decorativo ormai quasi del tutto distrutto. Si presume che la chiesa sia di committenza privata e con carattere funerario e che non assolva la funzione di luogo di culto. Sul pavimento della chiesa si scorge l’imboccatura a circolare di una cisterna.
L’affresco presenta  Santa Marina e la Vergine, subito dopo quello con il San Nicola. Lo spazio disponibile era sufficiente soltanto per il busto.


Torna ai contenuti | Torna al menu