Cippo di via Torre Brencola a Palese - Puglia In-Difesa

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Cippo di via Torre Brencola a Palese

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Il cippo di via Torre di Brencola a Palese

VITO RICCI

Lungo via Torre di Brencola, l'antica via Candela che da Palese portava a Bitonto,sul ciglio della strada si vede un cippo avente la forma di una grande edicola. Molto spesso esso viene fatto rientrare tra i termini di confine (Titoli) apposti nel 1585 per demarcare il confine tra Bitonto e Bari, ma si tratta di un palese errore, sebbene il cippo in questione si trova effettivamente lungo il tracciato dell'antico confine.
Esso sormontato da un timpano, di recente ricostruito, ed è realizzato in conci di pietra levigati. È altro m 5,8 e termina con una cornice squadrata e appena sporgente che alloggia un breve basamento utilizzato per appoggiare la copertura. È un monumento molto importante per la storia di Palese, in quanto attesta il primo tentativo di insediamento nel territorio in epoca moderna attraverso la pratica dell'enfiteusi.
Fu fatto edificare da fra' Tommaso Acquaviva d'Aragona (1600-1672),  vescovo di Bitonto dal 1668 al 1672 appartenente all'Ordine dei frati predicatori (domenicani) in ricordo di una concessione in enfiteusi effettuata dal vescovo. Sulla lapide si vede un'iscrizione parzialmente cancellata e  interpretata come:

D.O.M.

F. THOMAS AQUAVIVA ARAG.A ORDINIS PRAED. M
EP. US. BITUNT. S BENEMERI.TIS S
NON NULLIS HUIUS CIVITATI(S) PARLIBUS HAS TERRAS
LE PEZZE DE CANDELA NUNCAPATAS N[….] ARU[….]RCITER GENTU
USQUE AD TERTIAM GENER.ONEM MASCULINAM IN EMPHYTEUSIM
CONCES(S)IT
VIGORE BULL. APOST. ROM. EXPEDITAE SUB CLEM. IX PONIF. EIUS 3°
7° IDUS AGUST. 1669
DATUM UQ BITUNTI SUB PRAESULATU EIUS ANNO 2° DIE

X O.BRIS 1669

oppure da altri:

D.O.M.

F. THOMA. AQUAVIVA ARAG. ORDINIS PRAED.
EIUS. BIT. T. S BENEMERIT...
NON NUL. H. IUS CIVITAT. PAREIBUS HAS TERRAS
LE PEZZE DE CANDELA NUNCAPATAS CIRCITER CENTUM
USQUE AD TERTIAM GENER.ONEM MASCULINAM IN EMPHITEUSIM
CONCESSIT
VIGORE BULL. APOST. ROM. AEXPEDITAE SUB CLEM. IX PONIF. EIUS 3°
7° IDUS AGUST. 1669
DATUM UO BITUNTI. SUB PRAESULATU EIUS ANNO 2° DIE

X O.BRIS 1669



Essa attesta che, in forza di una Bolla Apostolica Romana emanata da papa Clemente IX durante il 3° anno del suo pontificato e datata 7 agosto 1669, le terre della contrada "Le pezze di Candela" appartenenti all'episcopio bitontino e site al confine con l'Università di Bari venivano concesse in enfiteusi ai "particolari" del luogo fino alla terza generazione mascolina da fra' Tommaso Acquaviva d'Aragona dell'ordine domenicano, vescovo di Bitonto dal 1668 ricordato anche per una visita pastorale alla chiesa di Santo Spirito. L'iscrizione reca la data X OBRIS 1669 che non va interpretata in modo superficiale e approssimato come il 10 ottobre 1669 ma, come osserva la Del Vescovo Lospalluti, è da ritenere DIE DECIMO (ANTE KALENDAS) OCTOBRIS, ossia, secondo il modo di computare il tempo dell'epoca, dieci giorni prima delle calende di ottobre e quindi il 22 settembre 1669.


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