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Il Castello di Lucera: vicende di un restauro

SELENE DI GIOVINE

La parola monumento deriva dal latino monumentum, ovvero ricordo e da mon?re, ricordare, dunque il termine racchiude nella etimologia il suo valore. La memoria e soprattutto la memoria storica servono a dare la giusta chiave di lettura del presente e a fare scelte consapevoli per il futuro. Cancellare il passato e le sue vestigia significa privare l'individuo delle proprie radici.
Il 5 novembre 2010, al Teatro Garibaldi di Lucera è stato presentato un progetto dell'architetto Stefano Serpenti volto al restauro della Fortezza svevo-angioina da ultimare entro il 2014, attraverso un processo di recupero e di ricostruzione della struttura. La spesa complessiva sarebbe di 15 milioni e 650 mila euro.  
Se le tecniche di intervento sui beni culturali, oggi, intendono essere più efficaci e meno invasive, di certo proporre la ricostruzione del Palatium va contro corrente. Inoltre il rifacimento in legno non sarebbe supportato da alcuna documentazione storica attendibile, in quanto il modello proposto non tiene conto degli errori contenuti nei disegni di Desprez, come rilevò Haseloff, e non si avvale del confronto con altre descrizioni storiche più antiche, discordanti dalle rappresentazioni dello studioso francese. Meglio sarebbe una proiezione olografica in 3D, che avrebbe minor impatto sul sito archeologico e potrebbe essere modificata in futuro, seguendo l'evoluzione tecnologica.
Certo è più impellente occuparsi di conservare e consolidare quello che oggi è sotto i nostri occhi per assicurargli un futuro, viste le condizioni di degrado in cui versa la fortezza. Tre torri minori del lato sud sarebbero a rischio crollo; un tratto delle mura  è puntellato con travature metalliche ormai da tempo e presenta un fuori piombo di un metro e mezzo. L'indebolimento del versante collinare causato dal dissesto idrogeologico e dall'estrazione dell'argilla, praticata fino ad alcuni decenni fa, ha avuto ripercussioni serie sulla stabilità di un punto importante del monumento. L'ultimo allarme è stato lanciato dall'architetto Serpenti, responsabile dei lavori di restauro del lato est e delle torri della Regina e del Re: le tre torri del lato sud possono crollare se non si interviene in tempi rapidi. Se la storia è magistra vitae, allora avremmo dovuto imparare da Pompei per evitare una notevole perdita del patrimonio artistico, come è avvenuto per  la Domus dei Gladiatori.
Inoltre la Fortezza è preda degli imbrattatori armati di vernice spray e dei vandali che danneggiano e deturpano le memorie storiche racchiuse in ogni singolo mattone, dunque sarebbe importante sorvegliare l'area archeologica.
Se è vero che molti favoleggiano sul medioevo, reputandolo come il periodo storico delle principesse, dei cavalieri, dei draghi, dei fossati e dei coccodrilli, chi ha scritto la fiaba della Fortezza di Lucera  non la ha conclusa con un lieto fine, almeno fino a quando questa non avrà la giusta valorizzazione.

Le foto sono state concesse da Luca Mario Russo del gruppo spontaneo di Luc Eri

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